MARCELLO MORANDINI - Arte, Architettura, Design

Venezia, Ca’ Pesaro - Galleria Internazionale d’Arte Moderna
dal 12 settembre al 16 novembre 2008
dalle 10.00 alle 18.00 (chiusura biglietteria ore 17.00)
chiuso lunedì
A quarant’anni dalla prima presenza veneziana, con una sala personale alla Biennale del 1968, Morandini torna a Venezia, con un’importante mostra a Ca’ Pesaro, in concomitanza con la XI Biennale Architettura.
Oltre 60 lavori tra opere d’arte, architettura e design - tra cui 34 sculture e strutture da parete, realizzate dal 1978 al 2008, tutte in legno laccato in bianco e nero- documentano 30 anni di lavoro e un percorso complesso, segnato da una rigorosa, poliedrica capacità progettuale, da un legame profondo col mondo senza fine delle forme geometriche, della matematica, della percezione visiva, mediato da un approccio alla produzione artistica e architettonica olistico, cólto, al di fuori dalle mode e dal tempo. L’esposizione, ideata da Silvio Fuso assieme allo stesso Morandini, si snoda negli ampi spazi del piano terreno del museo: dal grande androne longheniano, al cortile interno, alle sale espositive ospitando - oltre ai lavori di grandi dimensioni - forme, progetti, architetture e oggetti, che testimoniano e sorprendentemente chiariscono la logica e il coerente metodo progettuale che è alla base dei suoi “prodotti” di arte, architettura e design, consentendo di cogliere la sequenza del gesto creativo, dall’ispirazione artistica al progetto e dal progetto alla realizzazione di opere celebri nel mondo intero.
Catalogo Skira, italiano e inglese con testi, tra gli altri, di Silvio Fuso, Fabio Girardello, Lara Vinca Masini.
http://www.museiciviciveneziani.it/frame.asp?musid=175&sezione=mostre

CESARE LAURENTI (1854-1936). La Pescheria di Venezia

Venezia, Ca’ Pesaro
dal 11 settembre al 9 novembre 2008
dalle 10.00 alle 18.00 (chiusura biglietteria un’ora prima)
chiuso lunedì
La Pescheria di Rialto è uno dei segni forti dell’architettura neostorica e dell’urbanistica del primo Novecento a Venezia, ideata dal poliedrico artista Cesare Laurenti – pittore, architetto, decoratore - e fortemente sostenuta da Pompeo Molmenti. Attingendo dall’archivio Laurenti recentemente acquisito, Ca’ Pesaro espone, in concomitanza con la Biennale Architettura, progetti, bozzetti, schizzi, accompagnati da documentazione fotografica originale, che illustrano la nascita dell’edificio (1908), il lavoro di Laurenti e dell’architetto Domenico Rupolo (1861-1945), che collaborò al progetto, all’epoca oggetto di un acceso dibattito. A cura di Silvio Fuso e Cristiano Sant.
La mostra è ospitata nella sala 10 di Ca’ Pesaro che diventa – con una serie di iniziative a rotazione - spazio di approfondimento, di valorizzazione, di confronto tematico.
http://www.museiciviciveneziani.it/frame.asp?musid=179&sezione=mostre

IL RESTAURO DELLA TORRE DELL’OROLOGIO IN PIAZZA SAN MARCO A VENEZIA

Venezia, Salone Napoleonico del Museo Correr
dal 15 giugno al 27 luglio 2008
aperto tutti i giorni
dalle 9.00 alle 19.00 (chiusura biglietteria ore 18.00)
Nella primavera del 2006 la Torre dell’Orologio è tornata ai Veneziani, restaurata e riportata, se non al suo “originale splendore”, almeno a una condizione di salute e decoro.
La mostra vuole raccontare come questo risultato sia stato ottenuto: la ricerca paziente di storia e documenti, i rilievi minuziosi, le analisi puntuali di materiali e condizioni di degrado, l’ansiosa indagine del dissesto possibile. Tutti questi elementi si sono fusi in un progetto di restauro, che si è celato il più possibile entro le strutture e i materiali, ma che, ove necessario, è intervenuto direttamente a sciogliere nodi compositivi, come quello della catasta che regge l’orologio. Questo racconto, tecnico e affascinante al tempo stesso, si articola lungo quattordici grandi pannelli riccamente illustrati: dodici di essi sono dedicati alla Storia della torre, al restauro ottocentesco, ai rilievi e alle indagini diagnostiche, alle varie analisi, al progetto esecutivo dei lavori, agli interventi sugli apparati decorativi e ai risultati del restauro attuale; due pannelli riprendono sinteticamente la descrizione della macchina dell’orologio e il complesso della torre oggi, inserito tra i musei della città.
http://www.museiciviciveneziani.it/frame.asp?musid=174&sezione=mostre

MIMMO PALADINO a Villa Pisani

Strà, Villa Pisani
dal 1 giugno al 2 novembre 2008
aperto tutti i giorni eccetto il lunedì
dal 1 giugno al 30 settembre
dalle 9.00 alle 20.00 (dalle 19.00 alle 20.00 solo uscita)
dal 1 ottobre al 2 novembre
dalle 9.00 alle 17.00 (dalle 16.00 alle 17.00 solo uscita)
A Villa Pisani, l’artista ha immaginato un percorso in cui il visitatore incontra le sue sculture, collocate come presenze che abitano il parco e conferiscono all’ambiente un’atmosfera sospesa e senza tempo. Partendo dagli scudi e dal “vulcano”, che trasformano i cortili interni in palcoscenici surreali, il percorso si snoda lungo l’intero giardino settecentesco, in cui le opere di Paladino dialogano con le sculture neoclassiche.
Un gruppo di venti sculture in pietra, che decoravano il cortile del MART di Rovereto in occasione della sua recente inaugurazione, accolgono chi entra nel parco in un ideale abbraccio, che rievoca certe soluzioni animate dell’architettura di Bernini.
I “Dormienti”, che richiamano i calchi degli abitanti di Pompei, segnano la vasca centrale e il labirinto, dove il percorso enigmatico si conclude con un incontro sorprendente.
Superando l’Elmo all’interno dell’esedra, ideale centro prospettico del giardino e fulcro della mostra, si passa alla Riserva degli agrumi, dove l’artista espone alcune tra le tele più significative realizzate negli ultimi anni (courtesy Galleria Stein, Milano). Si tratta di dipinti “monumentali” in cui è possibile apprezzare e comprendere la grande libertà creativa del maestro, capace di creare mondi e contesti di grande suggestione.
La mostra si conclude idealmente nel Salone del Tiepolo, nel cuore della villa, dove Paladino ha collocato una scultura enigmatica, ispirata al busto d’argento di San Gennaro conservato nella Cattedrale di Napoli. Il Santo è un volto dai caratteri essenziali protetto da una teca in cristallo dalla forma irregolare, versione moderna di un reliquiario tradizionale.
Ogni opera di Paladino si presenta come una domanda rivolta all’osservatore, che ritrova sempre alcuni dettagli familiari, riferimenti presenti nella propria cultura e nel proprio vissuto. Rese essenziali dall’assenza di dettagli e particolari (sculture senza gambe, corpi senza anima, teste senza corpo), queste presenze non accennano ad alcuna risposta consolante, ma indicano un percorso di riflessione in cui ogni individuo può ritrovare il proprio personale itinerario.

Alte figure dello Slancio del Cuore ABDURRAHMAN ÖZTOPRAK dalla Collezione Elgiz, Istanbul

Venezia, Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna
dal 31 maggio al 27 luglio 2008 - PROROGATA AL 24 AGOSTO 2008
da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00 (chiusura biglietteria ore 17.00)
chiuso lunedì
Curata da Necmi SÖnmez, Michela Rizzo e Vittorio Urbani, è organizzata dai Musei Civici Veneziani e dalla Elgiz Collection di Istanbul, con il patrocinio dell'Ambasciata di Turchia a Roma e il sostegno del Consorzio Venezia Nuova.
Abdurrahman Öztoprak (Istanbul, 1927), studia a Roma, all’Accademia di Belle Arti, negli anni Cinquanta, mentre osserva gli sviluppi della pittura moderna. Tra gli anni ‘60 e ‘70 è in Germania.
Qui ha modo di accostarsi alle tematiche del Bauhaus e dell’International Style e lavora nel campo del design di interni, tra l’altro per la Mercedes-Benz. Dagli anni ’80 si stabilisce a Istanbul dove lavora come artista indipendente.
Venezia, ancora una volta luogo di incontro di tragitti mediterranei, presenta a Ca’ Pesaro un gruppo omogeneo di una ventina di dipinti realizzati dall’artista tra il 1955 e il 2008, tra cui lavori di grandi dimensioni, inaugurando un percorso che focalizza pagine trascurate della storia dell’arte moderna e contemporanea.
La presenza di Öztoprak a Ca’ Pesaro, che ospita opere di artisti internazionali a lui coevi, vuole anche sottolineare un intento di inclusione culturale e un’occasione di confronto di linguaggi espressivi e formali. Particolarmente significativa, in questo contesto, la scelta dell’artista di intitolare la mostra con un verso Alte Figure dello Slancio del Cuore tratto dalla IX Elegia duinese di Rainer Maria Rilke.
La mostra è stata possibile grazie alla collaborazione della Elgiz Collection di Istanbul, una importante raccolta di arte contemporanea turca e internazionale, che conserva molte sue opere di diversi periodi.
Una rassegna cinematografica dal titolo "Lo sguardo obliquo, Cinema e Video dalla Turchia" si svolgerà contemporaneamente presso la Videoteca Pasinetti (S. Croce 1882), a cura di Roberto Ellero (le proiezioni avverranno nei giorni 4, 6, 9, 11, 13 giugno alle ore 18 e 21).
http://www.museiciviciveneziani.it/frame.asp?musid=173&sezione=mostre

FAREVETRO - Creatività e tecnica in cento opere

Murano, Museo del Vetro
dal 29 maggio al 30 settembre 2008 - PROROGATA AL 28 OTTOBRE 2008
tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 (chiusura biglietteria ore 17.00)
chiuso il mercoledì
VetroVetro è un’associazione tra undici aziende puramente muranesi - Anfora, DinoRosin Arte Studio, Effe, Formia, Galliano Ferro, Gino Cenedese, Simone e Giovanni Cenedese Murano, NasonMoretti, Nuova Biemmeci, S.a.l.i.r, Seguso Viro - custodi tenaci della qualità, del primato delle tecniche e della vocazione produttiva dell’isola, nonché di una solida tradizione familiare, nell’arco di generazioni.
Finalità esclusiva dell’associazione, presieduta da Giampaolo Seguso, è il sostegno e la divulgazione della cultura vetraria e, in particolare, delle iniziative del Museo del Vetro, luogo-simbolo di quella cultura e conservatore di ciò che di più rappresentativo essa nei secoli ha saputo esprimere.
FareVetro è la prima mostra che il museo realizza nell’ambito di questo sodalizio.
Aperta al pubblico dal 29 maggio al 30 settembre 2008, è coordinata da Silvio Fuso e presenta oltre cento opere, alcune site specific, altre provenienti dalle collezioni “storiche” delle undici aziende, che testimoniano in modo spettacolare gli esiti del loro percorso creativo, tecnico e produttivo, restituendone la natura e la specificità linguistica. Un’impronta coraggiosamente muranese, che documenta la perizia dei maestri, le sperimentazioni tecniche ed estetiche, le collaborazioni con artisti e designer, ma anche il recupero della tradizione, l’evoluzione del gusto, la realtà composita di un distretto produttivo complesso.
La mostra ha luogo negli spazi del Museo del Vetro: il giardino, l’androne monumentale e il piano nobile ove - in particolare - è stato possibile, grazie al sostegno dell’associazione, ripensare completamente l‘allestimento di una sala, curato da Daniela Ferretti, come prima tappa del futuro intervento di generale rinnovo.
Un impegno costante, dunque, che include le mostre – FareVetro è la prima di una serie di iniziative che troveranno spazio in museo nei prossimi cinque anni - ma che non si esaurisce in esse.
L’associazione, infatti, da un lato è impegnata in attività di approfondimento culturale su temi diversi (dalla rilettura della storia produttiva del vetro d’arte muranese e del suo backstage, fino al cruciale interrogativo sulle sue prospettive future), dall’altro intende garantire, nel tempo, continuità al sostegno del museo, anche attraverso il coinvolgimento virtuoso e diretto di altre forze economiche locali, nel nome di un comune senso di appartenenza, di cui il museo costituisce il fulcro e il catalizzatore.
http://www.museiciviciveneziani.it/frame.asp?musid=171&sezione=mostre

SCONFINAMENTI Exit-Entry
Venezia, Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna
dal 17 maggio al 6 luglio 2008 - PROROGATA AL 27 LUGLIO 2008
da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00 (chiusura biglietteria ore 17.00)
chiuso lunedì
Sconfinamenti exit- entry è un’installazione di Angelo Zennaro, pensata e progettata per Ca’ Pesaro.
Realizzata completamente a mano con la tecnica del vetro-fusione, è un’opera unica nel suo genere per dimensioni e modalità di inserimento nel contesto architettonico. Si compone di 24 fogli di vetro policromo per una superficie complessiva di 24 metri quadri.
Fragile e delicata, è un'opera in cui piani e immagini si accavallano e sovrappongono coinvolgendo a Ca’ Pesaro l’intero l'ambiente: visibile dall’esterno, interagisce con l’acqua del canal grande e con la luce , dialogando con il monumentale androne di Longhena ; un’opera in cui la sperimentazione intende andar oltre, oltre la forma vitrea conosciuta, oltre i confini del già visto, per accedere ad altri territori dell’arte, del saper fare.
Un’esperienza che coniuga nel lavoro di tutti i giorni tradizione e innovazione, un’occasione di riflessione sulla materia vetro e sulle infinite soglie creative cui consente di accedere oltre che.
La realizzazione di una simile impresa è stata possibile grazie alla collaborazione dell’artista con i Musei Civici Veneziani e con l’Assessorato alle Attività produttive della Provincia di Venezia, a conclusione di un lungo e proficuo percorso di formazione, ricerca e innovazione sull’arte vetraria, iniziato nel 2002.
http://www.museiciviciveneziani.it/frame.asp?musid=172&sezione=mostre

LA FORZA DEL BELLO
L'arte greca conquista l'Italia

Mantova, Palazzo Te
dal 29 marzo al 6 luglio 2008
tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.00)
La nuova grande mostra di Palazzo Te si propone di illustrare narrativamente, con una scelta di oltre cento opere di straordinario impatto visivo, provenienti da tutto il mondo ed esposte per la prima volta contemporaneamente nelle Sale di Palazzo Te e nelle Fruttiere, la storia della presenza dell'arte greca sul territorio italiano, di centrale importanza nella millenaria vicenda di contatti e scambi che forma la trama delle culture artistiche del Mediterraneo.
La mostra rappresenta dunque un appassionante viaggio a ritroso, alle radici della nostra cultura, con capolavori carichi di quella bellezza insieme etica ed estetica, guardata, cercata e fissata durevolmente nel marmo o in pittura dagli artigiani greci, che hanno segnato in modo determinante molta dell'arte e numerose poetiche artistiche successive.

MARISA BRONZINI - Textile 1939-2007

Venezia, Museo di Palazzo Mocenigo e Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume
dal 29 marzo al 1 giugno 2008
da martedì a domenica dalle 10.00 alle 17.00 (chiusura biglietteria mezz'ora prima)
chiuso lunedì e 1 maggio
Catalogo JMD
Ideata e promossa da Arte&Arte in collaborazione con i Musei Civici Veneziani, resterà aperta al pubblico dal 29 marzo al 1 giugno 2008 con l’orario e il biglietto del museo (*).
Marisa Bronzini (1920 – 2007) indiscussa maestra e delicata tessitrice, è tra i maggiori esponenti dell’arte tessile contemporanea. L’omaggio qui dedicatole, a cura di Luciano Caramel, propone nei due piani del museo oltre una trentina di opere che ripercorrono la sua vicenda artistica lungo l’arco del Novecento, accompagnati da una selezione di “Tappeti d’autore” sardi contemporanei.
La mostra si articola tra il piano terra del Museo, dove sono esposti arazzi e altre opere di grandi dimensioni, e il primo piano, che ospita una ventina di straordinarie sculture tessili di un’artista che ha sempre lavorato in equilibrio tra poesia e telai, lontana dai clamori del successo, benché protagonista di numerose mostre e padiglioni, nazionali ed internazionali, dedicati all’arte, al design e all’arredamento.
La mostra si realizza con il sostegno di SACAIM (Società per azioni cementi armati ingegner Mantelli) e della Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù.
Catalogo edito da JMD – Como, 2007, con interventi di Luciano Caramel e Gavina Ciusa.
http://www.museiciviciveneziani.it/frame.asp?musid=170&sezione=mostre

VENEZIA E IL SECOLO DELLA BIENNALE. Dipinti, vetri e fotografie dalla Collezione della Fondazione di Venezia

Verona, Palazzo della Ragione
Piazza dei Signori
dal 15 marzo al 29 giugno 2008
da martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.30 (chiusura biglietteria ore 19.00)
chiuso il lunedì (tranne il 24 marzo e il 2 giugno)
Catalogo Allemandi
La mostra, allestita presso il Palazzo della Ragione del Comune di Verona, documenta per mezzo di dipinti, vetri e fotografie dalla Collezione della Fondazione di Venezia, il centenario rapporto tra Venezia e la Biennale.
Una storia ricca di avvenimenti artistici, polemiche culturali, mutamenti politici e perfino scandali clamorosi. A partire dalla fondazione, avvenuta nel 1895, del maggior istituto culturale italiano, in grado di coinvolgere ogni due anni oltre 70 Paesi stranieri, passando per il “rumoroso” arrivo nel 1910 dei Futuristi a Venezia, l’opaco periodo tra le due guerre, la clamorosa riapertura nel 1948, l’esplosione della Pop Art americana nel 1964, la contestazione del 1968, il rinnovo statutario del 1973, fino agli eventi dei nostri giorni.
Una storia documentata da una cinquantina di dipinti, tra i quali spiccano opere di Boccioni e i Ciardi, De Pisis e Carena, Casorati e Depero, Cagnaccio di San Pietro e Marussig, Vedova e Santomaso, Pizzinato, Tancredi e Plessi, e comprende anche una trentina di vetri di Murano, acquisiti nello storico padiglione Venezia, tra i quali troviamo, oltre quelli di maestri vetrai leggendari, i nomi di prestigiosi artisti e designers quali Tapio Wirkkala, Carlo Scarpa e Paolo Venini.
La mostra, curata da Enzo Di Martino, consente di conoscere un’importante collezione veneta normalmente non accessibile al pubblico e di approfondire le scuole artistiche legate alla Biennale di Venezia, che hanno marcato la storia del secolo scorso.

VALERIA D’ARBELA - ALCHIMIE VENEZIANE

Venezia, Ca' Pesaro
dal 8 marzo 2008 al 27 aprile 2008
fino al 21 marzo dalle 10.00 alle 17.00 (chiusura biglietteria un’ora prima)
dal 22 marzo dalle 10.00 alle 18.00 (chiusura biglietteria un’ora prima)
chiuso lunedì
Oltre 30 lavori tra dipinti e opere grafiche incentrate sul tema della città lagunare, tratteggiano il percorso umano e poetico di Valeria D’Arbela (1930-2002).
Fiorentina di nascita, Valeria si trasferisce bambina a Venezia, nel 1937 rimanendovi fino al 1962, quando passa a Milano e poi, nel ’76, a Roma, ove resterà fino alla morte, ma è Venezia a segnarla profondamente.
Qui si forma, inserendosi giovanissima nel vivace dibattito artistico e culturale della città, e Venezia resterà un soggetto ricorrente nei suoi lavori, pur nel mutare di accenti e di significati.
All’inizio è la città vissuta, scoperta e amata - dove Valeria acquista coscienza di sé -; poi diviene città della memoria, abitata da fantasmi, rifugio di ricordi e poi ancora città generatrice di sogni.
A latere della mostra, due eventi collaterali indagheranno su alcune protagoniste femminili del mondo culturale del secondo dopoguerra a Venezia. Ingresso con il biglietto del museo.
Mostra e catalogo a cura di Giovanni Bianchi, Serena D’Arbela, Sergio De Lazzari e Dante Ferrante.
http://www.museiciviciveneziani.it/frame.asp?musid=169&sezione=mostre

LAWRENCE CARROLL

Venezia, Museo Correr
dal 16 febbraio al 4 maggio 2008 - PROROGATA AL 25 MAGGIO 2008
fino al 20 marzo tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00 (chiusura biglietteria un'ora prima)
dal 21 marzo tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 (chiusura biglietteria un'ora prima)
Un progetto coraggioso, una mostra come opera d’arte totale, in nove sale e quaranta opere al secondo piano del Museo Correr. Dei venticinque anni di carriera di Lawrence Carroll, artista americano di origine australiana da tempo attivo anche a Venezia, non si propone un’impaginazione critica, né una sequenza cronologica, ma un lavoro creativo nel quale l’artista si esprime liberamente negli spazi espositivi attraverso installazioni site specific, adatte alle diverse dimensioni degli ambienti. Ogni installazione si lega con un sottile filo di riferimenti interni alle sale contigue, in un continuo variare di percezioni visive e spaziali, di materiali e di temi, di tipologie di opere: a parete, di spigolo, a pavimento, di grandi e di piccole dimensioni, con inserti ed oggetti o più rigorosamente astratte, in un percorso altamente poetico. A cura di Laura Mattioli, catalogo Charta con saggi di Laura Mattioli, Giandomenico Romanelli e Angela Vettese.
http://www.museiciviciveneziani.it/frame.asp?musid=163&sezione=mostre

PINTORICCHIO

Perugia, Galleria Nazionale dell'Umbria – Palazzo dei Priori
Spello, Cappella Baglioni – Chiesa di Santa Maria Maggiore
dal 2 febbraio al 29 giugno 2008 - PROROGATA AL 31 AGOSTO 2008
Catalogo Silvana Editoriale
La mostra dedicata a Bernardino di Betto, detto il Pintoricchio è il primo dei grandi eventi che saranno ospitati nella rinnovata Galleria Nazionale dell’Umbria, dopo i lavori di recupero ed ampliamento degli spazi espositivi da poco inaugurati. Ma è soprattutto un progetto di valorizzazione del territorio e del patrimonio umbro che sarà realizzato in occasione delle celebrazioni per il 550° anniversario della nascita di uno dei più interessanti protagonisti del Rinascimento italiano, simbolo della città di Perugia.
Dopo il successo della mostra dedicata a Perugino nel 2004, la nuova rassegna monografica prosegue l'opera di valorizzazione dei grandi artisti umbri per rinnovare l’attenzione del pubblico e della critica nazionale e internazionale sul patrimonio artistico e culturale della regione e sulla sua straordinaria diffusione nel territorio.
La mostra, oltre all’allestimento perugino, sarà completata da una seconda sezione a Spello, nella Collegiata di S. Maria Maggiore. Nella Cappella Baglioni, più conosciuta come Cappella Bella, è infatti conservato il capolavoro dell’artista e per l’occasione, per garantire la migliore fruizione del prestigioso ciclo di affreschi, saranno inaugurati un allestimento temporaneo con un accurato apparato didattico per la presentazione degli aspetti storico-artistici ed iconografici e un nuovo apparato illuminotecnico permanente.
L'esposizione perugina sarà arricchita anche da percorsi e itinerari regionali che consentiranno di scoprire nei luoghi d’origine le testimonianze che ancora vi sono conservate dell’opera di Pintoricchio e della straordinaria stagione rinascimentale.
http://www.mostrapintoricchio.it

L’ultimo Tiziano e la sensualità della pittura

Venezia, Galleria dell’Accademia
Campo della Carità
dal 26 gennaio al 20 aprile 2008 - PROROGATA AL 4 MAGGIO 2008
lunedì dalle 8.15 alle 14.00
da martedì a domenica dalle 8.15 alle 19.15
Catalogo Marsilio
Dopo il grande successo ottenuto a Vienna, per iniziativa del Kunsthistorisches Museum e della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Veneziano, saranno esposti alle Gallerie dell’Accademia di Venezia 28 capolavori, dipinti da Tiziano dal 1550 sino alla morte, avvenuta nel 1576.
La mostra L’ultimo Tiziano e la sensualità della pittura getta una luce nuova sull’evoluzione dello stile del maestro cadorino negli anni della maturità, sulla sua tecnica pittorica e sul suo modo quasi alchemico di manipolare la materia, elementi che assieme hanno avuto grande importanza nel permettergli di catturare e riprodurre le fascinazioni del mondo in cui viveva.
Grazie a prestiti eccezionali provenienti dai più importanti musei, la mostra rappresenta un unicum in Italia per questo periodo dell’artista. Un percorso espositivo, articolato in tre sezioni, dedicate ai ritratti, ai temi profani e alla pittura sacra, che manifesta chiaramente il titanico impegno di Tiziano attraverso il racconto che queste opere propongono al visitatore. Catalogo Marsilio a cura di S. Ferino-Pagden e G. Nepi Scirè.

GUIDO CAGNACCI. Protagonista del Seicento tra Caravaggio e Reni

Forlì, Musei San Domenico
Piazza Guido da Montefeltro
dal 20 gennaio al 22 giugno 2008
da martedì a venerdì dalle 9.30 alle 19.00 (chiusura biglietteria alle 18.00)
sabato e domenica dalle 9.30 alle 20.00 (chiusura biglietteria alle 19.00)
chiuso il lunedì
Catalogo Silvana Editoriale
Dopo le mostre dedicate a “Marco Palmezzano, il Rinascimento nelle Romagne” e a “Silvestro Lega, i Macchiaioli e il Quattrocento”, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì intende promuovere un altro grande evento espositivo dedicato al pittore Guido Cagnacci.
L'esposizione, che avrà per titolo Guido Cagnacci. Protagonista del Seicento tra Caravaggio e Reni, si aprirà a Forlì, presso i Musei San Domenico, nel mese di gennaio 2008.
Nato a Santarcangelo di Romagna nel 1601 e morto a Vienna nel 1663, Guido Cagnacci seppe combinare in una cifra di grande qualità inventiva i diversi spunti che gli derivarono dalla conoscenza da un lato del naturalismo di ceppo caravaggesco e dall'altro dell'idealismo reniano, così da ricavarne un profilo e una personalità che si sottrae alle classificazioni correnti. La mostra, curata dai proff. Antonio Paolucci e Daniele Benati, prevede l'esposizione di più di sessanta opere provenienti da importanti musei italiani e stranieri, e costituirà la più grande monografica nazionale dedicata al pittore, affiancando ai capolavori giovanili di Cagnacci dipinti del Caravaggio e dei suoi seguaci, da Vouet a Van Honthorst a Serodine ad Orazio e Artemisia Gentileschi, nonché di Guido Reni e di Guercino.
Il percorso espositivo si articolerà all'interno delle grandi sale che costituirono la biblioteca del Convento di San Domenico, recentemente restaurato.

MICHELE MARIESCHI (1710-1743) Vedute incise

Venezia, Ca’ Rezzonico
dal 4 gennaio al 26 maggio 2008 - PROROGATA AL 4 NOVEMBRE 2008
fino al 21 marzo, dalle 10.00 alle 17.00 (chiusura biglietteria un'ora prima)
dal 22 marzo dalle 10.00 alle 18.00 (chiusura biglietteria un'ora prima)
chiuso martedì, 1 gennaio e 1 maggio
Dopo le rassegne dedicate ai Tiepolo, a Longhi, a Canaletto, a Fontebasso, a Carlevarijs, emerge ora dai cospicui fondi del Gabinetto Stampe e Disegni del Museo Correr la fondamentale opera incisoria di uno dei più importanti vedutisti e paesaggisti veneziani del Settecento, Michele Marieschi (1710-1743). La mostra, a cura di Filippo Pedrocco, presenta il suo capolavoro in questo campo, ossia la raccolta di raffigurazioni dei luoghi più celebri della città incise su rame ed edite per la prima volta nel 1741, insieme alla serie completa di 22 incisioni nel primo stato, raccolte nell’album Cicogna donato ai Musei Civici Veneziani nel 1865 e recentemente restaurato a cura del Laboratorio di Restauro del libro dell’abbazia di Praglia. Accanto alla serie, sono esposti alcuni fogli in secondo stato, che si differenziano dagli altri per la presenza del numero progressivo apposto in basso a sinistra dallo stampatore Teodoro Viero, proprietario dei rami nell’ottavo decennio del Settecento.
http://www.museiciviciveneziani.it/frame.asp?musid=168&sezione=mostre

Visite guidate degli scavi archeologici nel sottosuolo del Palazzo

Roma, Palazzo Valentini
Via IV Novembre, 119/a
dal 22 dicembre al 30 aprile 2008 - NUOVA PROROGA AL 30 GIUGNO 2008
tutti i giorni dalle 9.30 alle 16.30 (ultimo ingresso ore 15.30)
Lo scorso 20 dicembre è stata inaugurata un’area straordinaria, venuta alla luce nel corso di profondi lavori di ristrutturazione del seicentesco Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, voluti dal presidente Enrico Gasbarra. Le scoperte archeologiche, il museo multimediale ed il progetto di valorizzazione delle Domus Romane e delle Terme scoperte nei sotterranei del Palazzo permettono di entrare virtualmente nella Roma di Adriano, rimanendo all’interno di un’area archeologica reale, straordinaria, di 1.800 quadrati completamente priva di barriere architettoniche, mediante visite guidate gratuite. Il museo multimediale, primo e unico in Italia, è la sintesi tra storia e tecnologia e permette, attraverso l’uso della computer graphic, di compiere un affascinante viaggio nelle radici della nostra civiltà, camminando su mosaici policromi, sui basolati, tra le pareti policromi delle Ville di senatori potenti e così ricchi da poter costruire vere e proprie terme private a due passi dai Fori. Il progetto realizzato da Piero Angela sulle Domus si avvale di una serie di effetti luminosi e di un commento esplicativo, e permette al visitatore di comprendere rapidamente il significato del ritrovamento, e di “rivivere” i luoghi dell’antica Roma attraverso suggestive ricostruzioni virtuali.

EDGARD CHAHINE (1874 – 1947) - Figure parigine del primo Novecento

Venezia, Ca' Pesaro
dal 20 dicembre 2007 al 24 febbraio 2008
dalle ore 10.00 alle ore 17.00 (chiusura biglietteria alle 16.00)
chiuso lunedì, 25 dicembre e 1 gennaio
Si inaugura anche a Ca’ Pesaro la felice scelta, sperimentata con successo a Ca’ Rezzonico, di riscoprire e proporre a scadenza periodica i tesori dei fondi preziosi e vastissimi dei Musei Civici veneziani, con una mostra dedicata a Edgard Chahine. Nella Parigi del primo decennio del Novecento era più noto di Bonnard, disegnatore adulato del bel mondo, incisore di abilità prodigiosa, illustratore dei libri di Huysmans e di Barrès, amico e sodale di Anatole France, assiduo frequentatore, fino al 1926, di ogni Biennale. Tramontata la Belle Epoque, anche il suo astro si eclissa e morirà dimenticato nel 1947. Di lui il gabinetto grafico della Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro conserva oltre sessanta incisioni - acquisti a diverse edizioni della Biennale o doni dell’artista - che documentano efficacemente la sua produzione degli anni d’oro, dal 1900 al 1920, di cui questa mostra presenta una selezione centrata su alcuni temi e soggetti parigini.
http://www.museiciviciveneziani.it/frame.asp?musid=167&sezione=mostre

GELATINE LUX – Mariagrazia Rosin

Venezia, Palazzo Fortuny
dal 15 dicembre 2007 al 17 febbraio 2008 - PROROGATA AL 3 MARZO
dalle 10.00 alle 18.00
chiuso il martedì, 25 dicembre e 1 gennaio
Catalogo Edizioni Il Poligrafo
Trenta opere site specific realizzate in vetro soffiato dai maestri muranesi e un sistema fluttuante di suoni, in una grande installazione legata ai temi della luce e dell’acqua al piano terra di Palazzo Fortuny.
Sospese e luminescenti, essi si integrano con materiali sintetici, siliconi, luce, LED, fibre ottiche e suoni e sono introdotte da Ganxi, grande, illuminato velario in vetro borosilicato soffiato a mano. La mostra, visitabile con l’orario e il biglietto del Museo, riprende e sottolinea la vocazione del luogo alla sperimentazione eclettica, alla perfezione nelle tecniche, all’eccellenza estetica, allo studio sugli effetti luminosi, alla riflessione – dopo Artempo – sul significato delle forme, sull’interconnessione tra i mezzi espressivi.
Curata da Silvio Fuso, è organizzata dai Musei Civici Veneziani in collaborazione con Start – Associazione culturale arte contemporanea, Venezia; Galleria Caterina Tognon Arte contemporanea, Venezia; Gallerie Italienne, Parigi; Dainese – 503 Mulino, Vicenza e si realizza con il sostegno di Alma Fibre Ottiche, Mestrino (Padova); Compagnia Vetraria Muranese, Murano; Vetreria De Majo, Murano; Ca’ Pisani Hotel, Venezia.
http://www.museiciviciveneziani.it/frame.asp?musid=150&sezione=mostre

TECH-TILE. Stephen Bottomley al Museo Fortuny - Gioielli

Venezia, Palazzo Fortuny
dal 15 dicembre 2007 al 2 marzo 2008
dalle 10.00 alle 18.00
chiuso il martedì, 25 dicembre e 1 gennaio
Dopo Artempo, riapre Palazzo Fortuny, già dimora e atelier dell’artista. Al primo piano nobile è l’affascinante salone, con la raccolta dei dipinti, i preziosi tessuti che rivestono interamente le pareti, le celebri lampade.
Qui, con una ventina di straordinarie creazioni dell’inglese Stephen Bottomley, trova spazio dal 14 dicembre al 6 gennaio Tech-Tile, un originale omaggio a Mariano.
La mostra esplora le potenzialità del connubio tra progettazione digitale al computer e abilità tecnica artigianale, riferendosi esplicitamente non solo al “linguaggio visuale di fantasie e ornamenti” di Fortuny, ma anche alla sua inesauribile attitudine alla sperimentazione, alla contaminazione di metodi e approcci tradizionali e innovativi.
Argento e acrilico, acciaio o argento e smalto, ancora argento e cotone o titanio sono i materiali scelti da Bottomley per vere e proprie sculture da collo, ciondoli e bracciali. Ispirati ai disegni e alle visioni di Fortuny, sono un tributo alla creatività del maestro e una testimonianza diretta della sua eclettica eredità intellettuale.
http://www.museiciviciveneziani.it/frame.asp?musid=162&sezione=mostre

Venezia e il secolo della Biennale. Dipinti, vetri e fotografie dalla collezione della Fondazione di Venezia

Palermo, Galleria d’Arte Moderna
Via Sant’Anna 21
dal 4 dicembre 2007 al 10 febbraio 2008
da martedì a domenica dalle 9.30 alle 18.30 (chiusura biglietteria alle 18.00)
chiuso il lunedì
Presso la Galleria d'Arte Moderna di Palermo è allestita la mostra “Venezia e il secolo della Biennale. Dipinti, vetri e fotografie dalla collezione della Fondazione di Venezia” curata da Enzo di Martino e promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo e dalla Galleria d'Arte Moderna, dalla Fondazione di Venezia e da Civita.
L'esposizione documenta il rapporto tra la città e la prestigiosa manifestazione artistica veneziana che durante la sua storia ultracentenaria, dall'anno della sua istituzione (1895) ai nostri giorni, è stata testimone e partecipe, non senza polemiche, delle riflessioni culturali e delle trasformazioni del secolo trascorso e dell'inizio del XXI, attraverso le opere degli indiscussi maestri dell'arte contemporanea nazionale e internazionale.
Sono in mostra 40 dipinti di artisti di rilievo tra cui Felice Casorati con l'opera “Astrolabio” del 1950, Umberto Boccioni con “Nonna” (1905-06). Si procede con l'opera di Cagnaccio di San Pietro, l'Alzana del 1926 e Donne al telaio, 1942, di Fortunato Depero.
Il percorso espositivo prosegue con 30 vetri di Murano, acquisiti nello storico padiglione Venezia, tra i disegnatori troviamo i nomi di prestigiosi artisti, designer e architetti che si sono confrontati con la tradizione vetrai veneta, tra questi: Tapio Virkkala, Carlo Scarpa e Paolo Venini.
Una selezione di fotografie storiche, provenienti dall'Archivio di Graziano Arici, e dal fondo De Maria, completa la rassegna: immagini uniche dei protagonisti dell'arte e della cultura del XX secolo, spesso ritratti durante gli allestimenti o le visite ai padiglioni.
www.galleriadartemodernapalermo.it

Le Corbusier. Dipinti e disegni

Alessandria, Palazzo Monferrato
Via San Lorenzo 21
dal 1 dicembre 2007 al 30 marzo 2008
da martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.30
chiuso il lunedì
Catalogo Electa
Dal 1° dicembre 2007 al 30 marzo 2008, a Palazzo Monferrato di Alessandria, si terrà la mostra LE CORBUSIER. Dipinti e disegni, in grado di ripercorrere in modo approfondito la carriera artistica di uno dei maggiori architetti del XX secolo.
Promossa dalla Società Palazzo del Monferrato e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, l’esposizione, curata da Achille Bonito Oliva, Erich Mouchet e Vincenzo Sanfo, intende porre l'accento sulla carriera pittorica del grande architetto svizzero e in particolare sulla parte più intima della sua ricerca.
L’iniziativa alessandrina propone un percorso inedito sul lavoro pittorico di Le Corbusier riunendo opere realizzate dagli anni Venti sino alla morte, coprendo tutto il suo lungo percorso creativo, attraverso autentici capolavori quali Nature Morte Puriste Verticale del 1922, o Femme dans l'embrassure d'une porte del 1933 che ritrae la moglie Yvonne in occasione di un vacanza a Vezelay, o ancora Mains, buste e coquillage del 1954, che fa parte dei celebri collage, cui Le Corbusier dedicherà buona parte del suo impegno figurativo. Oltre ai dipinti - tra cui alcuni oli su tela di grandi dimensioni - e ai disegni, la mostra presenterà alcune sculture e un grande arazzo finora mai esposto.
Le Corbusier, al secolo Charles-Edouard Jeanneret (1887-1965), è stato uno dei più grandi architetti del secolo scorso con una grande passione per la pittura e per l'arte figurativa. Iniziò la sua carriera proprio come pittore e, insieme ad Amedée Ozenfant, fondò il movimento “purista” che, derivato da una forma del tutto particolare di cubismo, poneva l'accento sulla purezza delle forme e sulla loro incidenza formale.
L’organizzazione e la promozione dell’evento espositivo è affidata a Civita con la collaborazione del Centro Italiano per le Arti e la Cultura.
Accompagna l’iniziativa un catalogo Electa.

Abu Ghraib. Abuso di potere – Opere su carta di Susan Crile

Venezia, Palazzo Mocenigo
Santa Croce 1992
dal 16 novembre 2007 al 6 gennaio 2008
dalle ore 10.00 alle ore 16.00
chiuso lunedì, 25 dicembre e 1 gennaio
Catalogo Gangemi
Ventinove opere su carta di Susan Crile, artista statunitense, ispirate dall’orrore delle foto scattate nel carcere iracheno di Abu Ghraib nel 2004.
Immagini impeccabili, a un tempo durissime e lievi, che sapientemente ribaltano le intenzioni di chi aveva scattato quelle foto: non trofei di vittoria ma inqualificabili prove di brutalità, non degrado nelle vittime, ma dolente umanità.
La mostra è realizzata grazie alla collaborazione con il Comune di Roma e con le Associazioni ACAT Italia (Azione dei cristiani per l’abolizione della tortura) e FIACAT (Federazione internazionale azione dei cristiani per l’abolizione della tortura).
Catalogo Gangemi, Roma. Mostra e catalogo a cura di Maria Elisa Tittoni e Federica Pirani.
http://www.museiciviciveneziani.it/frame.asp?musid=161&sezione=mostre

Pittura italiana nelle collezioni del Museo Pushkin dal Cinquecento al Novecento

Verona, Palazzo della Ragione
Piazza dei Signori
dal 20 ottobre 2007 al 3 febbraio 2008
tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 (chiusura biglietteria alle 18.30)
chiuso 25 dicembre e 1 gennaio
Catalogo Marsilio
A Verona, dal 20 ottobre 2007 al 3 febbraio 2008, il Palazzo della Ragione, diventato in pochi mesi un punto di riferimento essenziale per la città di Verona, ospiterà una grande mostra promossa e realizzata dalla Fondazione Cariverona. La mostra inaugura un ciclo di importanti eventi espositivi, che si succederanno con cadenza annuale, grazie all'accordo quinquennale sottoscritto dalla Fondazione Cariverona e dal Museo statale di Belle Arti Pushkin di Mosca.
Si tratta di una rassegna di grandi capolavori, 80 dipinti tra i quali alcuni straordinari capolavori, che abbraccia cinque secoli di storia della pittura italiana: Giulio Romano e Agnolo Bronzino, la cui Madonna col Bambino e San Giovanni Battista è stata scelta come immagine guida dell'evento; Lorenzo Lotto, Tintoretto e Paolo Veronese, che ricordano Venezia e il suo particolare modo di vivere la crisi, col trionfo del colore e degli squarci di luce che rendono le rappresentazioni monumentali ed evocative; Tiepolo, con il delizioso capolavoro della Morte di Didone, e Zugno, con la sua grande pala d'altare; Canaletto e Bellotto, Pannini, Guardi e Marieschi, con una straordinaria galleria di vedute con dipinti bellissimi; Giorgio De Chirico, con due delle sue opere più belle.
Il percorso della mostra si sviluppa quindi come un appassionante viaggio nella pittura italiana, sia per la qualità assoluta delle opere esposte, ma anche perché, nella maggior parte dei casi, varcano per la prima volta i confini della Russia per essere di nuovo ammirate dove sono state concepite e realizzate. La scelta dei dipinti è frutto di un approfondito lavoro di confronto e di studio che vede impegnate Vittoria Markova, conservatrice della sezione italiana del Museo Pushkin, e Paola Marini, direttrice del Museo di Castelvecchio in qualità di consulente e consigliere della Fondazione Cariverona.
Nel catalogo, edito da Marsilio, un saggio introduttivo di Irina Antonova, storica direttrice del Pushkin, presenterà il museo e le sue collezioni.
La fondazione promuoverà una articolata proposta didattica rivolta ai giovani e alle scuole, oltre a garantire l'ingresso gratuito per i ragazzi sotto i 18 anni e per le scolaresche.

La Nazione Dipinta. Storia di una famiglia tra Mazzini e Garibaldi

Mantova, Fruttiere di Palazzo Te
Viale Te, 19
dal 14 ottobre 2007 al 13 gennaio 2008
lunedì dalle 13.00 alle 18.30
da martedì a domenica dalle 09.00 alle 18.30
(chiusura biglietteria alle 17.30)
Catalogo Skira
La mostra autunnale di Palazzo Te La Nazione Dipinta. Storia di una famiglia tra Mazzini e Garibaldi, allestita dal 14 ottobre 2007 al 13 gennaio 2008, documenta i passaggi chiave nella costruzione della Nazione italiana attraverso pregevoli opere degli artisti più rappresentativi dell'Ottocento – tra gli altri Francesco Hayez, Domenico e Gerolamo Induno, Stefano Ussi, Eleuterio Pagliano, Sebastiano De Albertis, Odoardo Borrani, Adriano Cecioni, Silvestro Lega e Telemaco Signorini -, svelando in filigrana la storia della famiglia di Achille e Elena Sacchi, figure emblematiche dell'ambiente risorgimentale lombardo.
L'esposizione, che si inserisce nel quadro delle manifestazioni coordinate dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del secondo della nascita di Giuseppe Garibaldi, nasce da un'idea di Maurizio Bertolotti, presidente dell'Istituto mantovano di storia contemporanea, ed è organizzata dal Centro Internazionale d'Arte e di Cultura di Palazzo Te.
Oltre cento opere fra dipinti, sculture, fotografie, documenti e libri – provenienti da musei, gallerie e collezioni private italiane – sono distribuite nelle otto sezioni del percorso e concorrono a illustrare i grandi temi della formazione della nazione: l'intreccio tra amor di patria e amore romantico, le passioni del Quarantotto, le cospirazioni mazziniane, la partecipazione delle donne tra patriottismo ed emancipazionismo, l'epopea garibaldina, la scienza positivista e la scoperta, dopo l'unità politica, di un'Italia reale di contadini poveri, di matti, di bambini analfabeti.
Nel Museo della Città di Palazzo San Sebastiano sarà contestualmente allestita la mostra, curata da Stefano Benetti, I leoni di Garibaldi. Garibaldi e i garibaldini delle terre mantovane nelle Collezioni Civiche, con cimeli, testimonianze e ricordi dell'epopea risorgimentale.
Un percorso dunque di grande interesse storico, per capire le radici del nostro Paese e il lungo cammino che ha portato alla sua unità.

Sfere del cielo, sfere della Terra – Globi terrestri dal XVI al XX secolo

Venezia, Museo Correr
San Marco, 52
dal 28 settembre 2007 al 29 febbraio 2008 - PROROGATA AL 13 APRILE 2008
fino al 31 ottobre dalle 09.00 alle 19.00 (chiusura biglietteria un'ora prima)
dal 1 novembre dalle 09.00 alle 17.00 (chiusura biglietteria un'ora prima)
Catalogo Electa
È la prima mostra dedicata in Italia esclusivamente a questo tema, affascinante sia dal punto di vista storico-artistico, sia da quello dell’evoluzione scientifica.
Curata da Marica Milanesi e Rudolf Schmidt, presenta centoquarantadue opere, provenienti dal Museo Correr, dalla Biblioteca Nazionale Marciana e da collezioni private importanti, tra cui quella – notevolissima - dello stesso Schmidt, membro della Internationale Coronelli - Gesellschaft fuer Globen- und Instrumentenkunde (Società Internazionale Coronelli per lo studio dei Globi).
Tra i punti di forza della mostra è l’eccezionale scoperta di Marica Milanesi nella collezione Correr dell’unico esemplare montato esistente al mondo di un prezioso e rarissimo globo cinquecentesco del cartografo Livio Sanudo (1520-1576) che si credeva perduto, ma il principale protagonista è il frate veneziano Vincenzo Coronelli (1650/1718), geografo, cartografo, inventore, editore e uno dei più famosi costruttori di globi del XVII secolo. Strumenti scientifici e macchine favolose, i suoi globi, generalmente in coppia (celeste e terrestre), ornavano le biblioteche di monasteri, di studiosi, di principi e sovrani.
Il percorso espositivo presenta inoltre altri straordinari esemplari, opere a stampa e congegni diversi ed è arricchito da materiali multimediali realizzati in collaborazione con il CIRCE-IUAV.
La mostra si realizza in concomitanza con l’XI simposio della Internationale Coronelli - Gesellschaft fuer Globen- und Instrumentenkunde (Venezia, Ateneo Veneto, 28/29 settembre 2007).
Catalogo Electa a cura di Marica Milanesi e Rudolf Schmidt, con testi di Giandomenico Romanelli, Marica Milanesi, Rudolf Schmidt e Camillo Tonini.
http://www.museiciviciveneziani.it/frame.asp?musid=147&sezione=mostre

Lucio Fontana. Scultore

Mantova, Castel San Giorgio
Piazza Castello
dal 6 settembre 2007 al 6 gennaio 2008
da martedì a domenica dalle 8.45 alle 19.15
Catalogo Electa
Il Castello di San Giorgio di Mantova si apre al contemporaneo, ospitando la mostra dedicata alle sculture di Lucio Fontana.
L'evento intende illustrare attraverso una ragguardevole esemplificazione di opere che dal corpus delle sculture vanno ai buchi ai tagli, premettendo a tutto ciò una cospicua sezione dedicata ai disegni, la peculiarità dell'arte di Lucio Fontana che sembra essere quella di significare una scrittura senza messaggio con la quale l'artista riesce ad impossessarsi delle avanguardie storiche per condurle al diapason di una espressione limpida, essenziale, mai prima apparsa, con ciò individuando, nella contemporaneità, il segreto dell'eterno presente.
Il percorso espositivo introduce il visitatore a confrontarsi con i disegni e la grafica dell'artista; propone a seguire monumentali sculture degli anni Trenta, le ceramiche degli anni Quaranta, le sculture eseguite con le tessere musive prevalentemente nere ed oro, sino ai buchi, ai tagli, alle nature e alle ultime meravigliose creazioni.
In un'ampia sala, che si apre negli straordinari sotterranei del Castello e che è situata sotto la Camera degli Sposi, sarà riproposto L'ambiente spaziale a luce nera del 1949, realizzata per la milanese Galleria del Naviglio.
La rassegna, curata da Filippo Trevisani, Soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per le Province di Brescia, Cremona e Mantova, si avvale del comitato scientifico composto da Enrico Crispolti, critico e storico dell'arte contemporanea, da Paolo Campiglio, noto studioso dell'artista, e della Fondazione Lucio Fontana.

tel. 041.27.19.027
fax. 041.27.70.747
Teleart S.r.l.
dal lunedì al venerdì 9.00 - 13.00
14.00 - 18.00
Call Center
dal lunedì al venerdì
9.00 - 18.00
sabato
9.00 - 14.00
Teleart S.r.l. - Santa Croce, 510 - 30135 Venezia - P.IVA 02953280233 - e-mail: segreteria@teleart.org
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